Cronaca e pensieri sulla cultura italiana
La strage del Virginia Tech - come quella del Columbine e altre ancora - darà la stura al peggior antiamericanismo.
Cioè quello per cui gli Usa sono un paese di cowboy rozzi e violenti, e che impone il suo tarlato modello sociale nel resto del mondo.
Forse è stato questo il motivo che ha spinto Christian Rocca a scrivere sul Foglio di oggi un editoriale rocambolesco, che dalla follia di ieri trae materia per dire a tutti che l'America rimane l'America, cioè il migliore degli Stati.
Rocca vive a New York, conosce la materia meglio di molti altri corrispondenti, ama gli Usa e non ho intenzione di mettermi a far polemica con lui. Anche perché credo anch'io che gli Usa siano un paese meraviglioso. E non è un Virginia Tech che mi fa cambiare idea.
Gli Usa sono il Paese che ha segnato il '900. Culturalmente, socialmente, politicamente. Sono, insomma, la spina dorsale della nostra storia contemporanea.E' così, facciamocene una ragione. Però c'è una cosa, nel pezzo di Rocca, che non mi convince: il dualismo Marte-Venere.
Non è detto esplicitamente, ma è richiamato dalla contrapposizione tra la schiettezza pionieristica e un po' far west degli americani e il razionalismo europeo. La prima, marziana, permetterebbe di capire quel diritto individuale ad avere un'arma che la Costituzione americana garantisce ai cittadini. Il secondo, venereo, no.
Beh, credo che i principi del liberalismo e della democrazia debbano difendere anche l'altrui diritto a non trovarsi d'un tratto nelle mani di uno spostato che cercando la sua ragazza decide di freddare trentadue innocenti. Marte era sì il dio della guerra, ma sapeva quando andava fatta. E non sto parlando di Iraq, ma del fatto che se domani il congresso votasse una legge con cui vieta la libera vendita delle armi nei 51 Stati dell'Unione i principi su cui si fonda la democrazia americana non ne sarebbero minati. Rafforzati, forse. Stesso discorso per la pena di morte.
Tutto qui. Non credo sia un discorso razionalista, ma razionale. Dopotutto, la Costituzione materiale (cioè quella che si adatta allo spirito del tempo, non quella fissata nelle norme) muta in tutte le democrazie. Perché non anche nella nazione nata per ribellarsi ai soprusi di un monarca?